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Sono le due del pomeriggio
quando giungo sul campo di Borgo della Vittoria. Il vento
sferza il mio viso e i miei pensieri tornano a venticinque
anni or sono quando sullo stesso campo passavo una delle
migliori fasi della mia carriera agonistica.
I ragazzi grigio/blu pur
conoscendomi non lo sanno; vedono in me il presidente di
una società nemica/amica contro la quale hanno disputato
molte battaglie sportive.
Non mi considero un
nostalgico; non ricordo quella fase come particolarmente
felice, o almeno non più felice di questa.
Gli stessi giocatori, ma
ancor di più dei grigio/blu del San Martino, i
bianco/nero/rossi Dynos, forse dovrebbero sapere che oggi
vivono una giornata storica.
Pur essendo storica però,
non è la prima volta che accade.
Era la fine degli anni
settanta e i primi anni ottanta. Dopo l’inizio in cui
nacque il San Martino B.A. Baseball di Vasco Filippini, ci
furono le condizioni perché questa squadra diventasse la
numero Uno della provincia. La squadra della Città era in
difficoltà e qui c’era un gruppo dirigente, a cui faceva
capo Giuseppe Roncari e Lucia Guerra, che aveva una grande
voglia di emergere.
Detto fatto arrivarono
tutti i migliori giocatori di Verona e alcuni anche da
fuori: De Togni, Ronconi, Pavalez, io e molti altri.
Manager di questo gruppo lo stesso Luciano Risi che in
questi anni sta conducendo molto bene il B.T. Verona in
qualità di Direttore Sportivo.
Arrivarono una serie di
giocatori americani tra i quali quello che ricordo con più
piacere si chiamava Chris Perdetti, giocava interbase e
batteva come un fabbro. Una piccola curiosità: io e il mio
compagno Beppe Ronconi ci divertivamo a scommettere su di
lui; se appena partiva il lancio e vedevamo la palla
leggermente alta abbassarsi, segno di una curva che
scendeva sul piatto, dicevamo ad una sola voce: ” eccolo”!
e quasi sempre la palla finiva fuori dal muro.
Erano anni in cui molti
atleti provenienti da Verona vestivano la casacca del San
Martino.
Sono passati quasi 25 anni,
c’è il vento gelido che sferza i numerosi visi adolescenti
dei ragazzi che escono con la divisa del San Martino.
Almeno metà di loro non è maggiorenne; almeno metà di loro
proviene da Verona e veste la casacca del San Martino.
Come venticinque anni fa
c’è un americano in questo gruppo si chiama Mike e guarda
caso anche lui ha giocato contro quello stesso Chris
Pedretti che tanto a dato al San Martino.
I ragazzi di Verona non lo
sanno, nemmeno i ragazzi di San Martino lo sanno che oggi
c’è chi vede una nuova pagina di quel libro iniziato
venticinque anni fa."
Paolo Castagnini
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