UNA FOTO SUI MONDIALI
Alcune riflessioni
(foto Roland)

Questi mondiali di certo scavano nel passato. In questi giorni allo Stadio Gavagnin-Nocini giungono almeno tre generazioni di giocatori e appassionati.
Chi come me calca i diamanti da almeno quarant’anni ininterrotti non può non aver notato la miriade di ex scomparsi e miracolosamente riapparsi. 

Forse altri come me avranno pensato quanto sarebbe bello avere la metà di tutta questa gente sugli spalti delle partite del Verona. Probabilmente il livello sarà un po’ inferiore, ma non più di tanto. Gli appassionati però potrebbero gustare il piacere di esultare o di rammaricarsi per la propria squadra del cuore, cosa non possibile in queste partite dove Usa e Antille, Taipei e Mexico, Giappone e Antille nuovamente regalano spettacolo, ma non passione. 

Stesso ragionamento vale se un decimo di queste persone si prodigassero per il baseball attivo attraverso la loro opera di Dirigenti o Tecnici.

Gustiamoci comunque la loro presenza e per almeno tre sere immaginiamo di non essere uno sport “minore”, ma di essere tornati alla dignità di un tempo.
La nuova attenzione da parte degli sponsor è la prova che la strada per rinnovare interesse al nostro sport è questa.

Un piccolo appunto al nostro giornale cittadino L’Arena che nella ormai proverbiale stitichezza ci offre qualche spazio in più rispetto alla normale attività.  

Ad ogni modo oggi rimane un diamante che tutti ci invidiano e che è stato portato a compimento da un grande intervento pubblico dell’Amministrazioni Comunale e Regionale e dall’instancabile opera dei volontari.

L’organizzazione di questi giorni rende orgoglio al Baseball di Verona. Le società Dynos, BT Verona, El Guanton hanno dato prova di poter gestire qualsiasi evento.  


L’ultima doverosa riflessione al COL, il Comitato che sta gestendo il Mondiale a Verona rappresentato dall’impeccabile Presidente Silvio Da Giau.
Forse questa gestione potrebbe portare lontano se, come molti tra di noi auspicano, il tutto non si risolva al 21 Settembre.  

La FIBS ha ritrovato interesse per questa città sorpresa dall’entusiasmo e dalla macchina organizzativa.

Pensiamoci

Paolo